QWERTY. La rivoluzione della scrittura meccanica

QWERTY. La rivoluzione della scrittura meccanica

realizzata in collaborazione con il Museo della Macchina da scrivere di Milano,
collezione Umberto Di Donato. 

In mostra macchine da scrivere appartenute a Francesco Cossiga, Matilde Serao, Luciano Petech, Gianni Brunoro, Carmen Covito, Silvia Annichiarico, Camilla Cederna, Grech Summer, oltre a macchine in alfabeto cirillico, cinese, arabo, ebraico, braille e altre dal mondo.
La macchina da scrivere oggi più che mai risveglia interesse culturale. Perché richiama tempi lontani. Perché parla di un’epoca dove ogni cosa richiedeva un giusto tempo (e non sempre in corsa come la digitalizzazione ci ha portato oggi). Queste le motivazioni sociali e culturali che hanno spinto Umberto Di Donato a creare il Museo della macchina da scrivere.
Un tipografo del XVI secolo, Georg Christoph Lichtenberg diceva: “Il piombo ha cambiato il mondo più dell’oro. Ma non il piombo dei fucili, bensì quello dei caratteri”. Gutemberg ha inventato i caratteri di stampa, ma è la macchina da scrivere che porta quei caratteri in tutte le case e in tutti gli uffici. Umberto Di Donato, con semplicità e passione, offre una dettagliata storia dello strumento di scrittura che ha rivoluzionato la vita nel ventesimo secolo, fino all’avvento del computer. Una storia appassionata e appassionante che spiega anche perché avrebbe presto maturato l’idea di dedicarsi al collezionismo prima e poi di dare vita a un museo aperto al pubblico, trasformandolo in un vero e proprio “bene culturale”.

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